Collana Buthan

....continua.

Ho sempre avuto passione per i gioielli orientali, perché hanno anche un significato religioso e spirituale e perchè la loro forma è tradizionale e non mutevole come quella occidentale, (esclusi quelli tradizionali regionali) anche se chiamarli gioielli mi sembra limitativo del loro valore intrinseco.

Nel post precedente ho parlato di Gau che è un pendente, forse il piu' caratteristico, tibetano.

Nel Tibet i gioielli indicano lo stato sociale e il potere politico di chi li indossa, i loro simboli tramandano antichi valori culturali e in particolare i Gau nella loro forma di scatolette porta amuleti possiedono un forte valore di talismano. Nella tradizione buddhista le pietre preziose e i gioielli spesso servono come metafore per gli ideali della fede. Tali metafore scaturiscono da concetti di preziosità, rarità e raffinatezza suprema.

Il Gao, conosciuto anche come Ga’u o Gahu,
è il più spettacolare degli amuleti protettivi: una “scatola portafortuna” in argento incastonata di gioielli e pietre preziose.
Un tempo riservato solo ai rappresentanti delle famiglie nobili tibetane e ai dignitari, viene ancora oggi indossata come protezione dalla malasorte, dagli incidenti o dalle malattie, soprattutto in previsione di viaggi o spostamenti.
Tradizionalmente è formato da un elaborato contenitore d’argento al cui interno viene racchiuso un foglietto portafortuna, con una frase stampata o scritta a mano in sanscrito.

Il messaggio è generalmente un breve passo religioso (mantra), spesso accompagnato da piccole reliquie come ad esempio oggetti benedetti da un Lama, frammenti di abiti di monaci o immagini di un Dio o un santo tutore.
Ne ho vista la versione per la gente piu' umile che, invece, era di metallo povero, forse alluminio senza pietre.
Quando, con l’arrivo dei cinesi i tibetani sono stati costretti a vendere i loro beni più preziosi, hanno svuotato i Gao della loro parte “vitale”, riappropriandosi di quella parte sacra e benedetta a loro cara, vendendoli come scatoline preziose.

http://www.ilmonasterotibetano.it/wp/?p=1081


Anch'io ne ho uno, molto bello.
Anni fà conobbi delle ragazze buddhiste che avevano un negozio di articoli delle zone dell'Himalaya.
Nel loro negozio vidi per la prima volta un altare buddhista e furono loro a spiegarmi il significato di quel bellissimo e strano pendente che vedevo in vetrina...
Il suo significato me ne fece innamorare.
Anche il fatto che probabilmente era stato usato.

Ve lo mostro:





Anche il mio contiene un rotolino di carta con su' scritto un mantra.

Sono cristiana e porto il dovuto rispetto agli oggetti o alle immagini che sono ritenute sacre per le altre religioni.

Nessuna tra le religioni è migliore di un' altra.
E io non mi sento migliore degli altri.
Cosi' credo che quel che è sacro per gli altri deve, perlomeno, ricevere il nostro massimo rispetto.

E dobbiamo sforzarzi di capire perchè.

Ci sono molte cose che accomunano le religioni perchè la natura dell'uomo è una.

E ci sono anche cose da apprendere nella lettura dei testi sacri diversi dai nostri.

E solo la conoscenza e l'aiuto dello Spirito puo' impedire l'intolleranza.
Non credo si possa prescindere dall'una o dall'altro.

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A questo Gau, che ha fatto partire la mia ricerca sul Buthan, ho aggiunto una collana con perline di granato.



Questo è d'argento, costruito con una moneta del Buthan e impreziosito con corallini e piccoli turchesi ed ha una particolarità:
questo tipo di moneta veniva fatto in alluminio e in bronzo ma non in rame.
E allora ?
Non so' rispondere.

Ciao a tutte carissime.

Commenti

  1. Ciao Angela, che post interessante, complimenti!
    Sono decisamente ignorante in materia, ma anch'io ho il massimo rispetto verso tutto ciò che è sacro..in particolare poi verso la tradizione buddista così rispettosa del mondo e della natura..buona giornata!
    Carmen

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    1. Grazie cara Carmen e
      buona giornata anche a te.

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  2. Ciao Angela, arrivo da te dal blog di Carmen.
    Un po' di curiosità per il fatto d'aver letto il tuo commento nel suo blog, legata anche al fatto che hai menzionato la tua bimba pelosa, Peppina.
    Non che abbia l'abitudine di selezionare i blog da visitare, ma chissà perché mi basta leggere di una blogger amante degli animali e della natura per scattenare la mia curiosità e la mia voglia di conoscerla.
    Mi presento sono Cristina e sono felicissima d'esser qui da te, iltuo non é solo un blog di bijoux ma anche un posticino tranquillo interessante e dulcis in fundo é molto molto bello!
    Leggendo i tuoi post sono rimasta incantata dalla bellezza e dall'amore per i particolari, non poche parole buttate lì tanto per fare un post ma dei veri e propri racconti che non stancano mai chi li legge anzi...
    Ti confesso che dopo il primo post ho letto tutto d'un fiato anche gli altri,mi piace il tuo modo di descrivere luoghi e cose, inoltre abbiamo tante cose in comune, anch'io da tanto desidero diventare vegetariana, certo é molto molto difficile, ho iniziato da circa 3 mesi, mangio molta frutta compresa quella secca e moltissima verdura, però consumo latte, burro e uova, pasta, zuppe riso etc, di sicuro non si fa la fame e poi ci si guadagna in salute.
    Amo tutti i cuccioli, ma la mia passione sono i gatti, hanno sempre fatto parte della mia vita.
    Se vuoi ti parlerò ancora di me, nel frattempo spero di non averti annoiata troppo con le mie chiacchere.
    Vienimi a trovare se ti và mi farebbe molto piacere, a presto Angela.
    Un abbraccio e buona giornata.
    Cristina

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  3. Cara Cristina Grazie !
    Ti rispondo sul tuo blog.
    Un abbraccio.

    RispondiElimina

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