martedì 25 aprile 2017

Piccole residenze di lusso per paguri "senzaguscio"


Ciao a tutti.

Vorrei parlarvi di una piacevolissima scoperta che ho fatto:
un altro caso di talento artistico applicato ad un esigenza pratica.

In questo caso, l'esigenza abitativa di molti paguri.



 
 
Ci sono paguri e paguri: 
I paguri di terra (Coenobita clypeatus) che sono tra i più grandi artropodi viventi, come il paguro eremita.

Alcune specie, per esempio il granchio del cocco (Birgus latro) possono arrivare a pesare fino a 4 kg,






 e i paguri (Pagurus), piu' comuni, di mare.






Il paguro è un crostaceo del tutto particolare: la corazza di cui è ricoperto non è infatti presente nella delicata parte dell'addome, che rimane molliccio e indifeso in balia dei pericoli dell'ambiente esterno.

Nelle profondità del mare, un po’ come sulla terra, non c’è sempre un tetto sicuro a disposizione, perché le conchiglie scarseggiano e i ‘senzaguscio’ aumentano vertiginosamente. 

Per questo il paguro ha imparato ad approfittare del guscio altrui: si impadronisce infatti di conchiglie vuote (sostituendole al cambiare della propria "stazza") ci entra  dentro e la chiama, con soddisfazione, casa propria.

Oppure lotta con altri paguri per sottrarre loro un guscio ritenuto più conforme.  


Nella ricerca disperata di un’abitazione sicura, i paguri finiscono per vivere in mozziconi di bottiglia, spugne, barattoli, in nidi abbandonati dai vermi polychaeta o altre facezie, non paragonabili alla comoda conchiglia che siamo soliti veder loro sulla schiena.















 






 

 


Conosciamo Harry, che vive nella sua casetta Lego....




Questi sapienti crostacei non percepiscono l’insoddisfazione, l’anélito e la smania degli altri esseri, soltanto la fortuita fuoriuscita da uno stato di necessità.

Qualche tempo dopo, diventati troppo grossi, senza rimorsi gettano via il guscio della loro gioventù, cercandone di nuovi.

Quale occasione migliore, per una mentalità creativa, (sia benedetta la creatività!)
d’interfacciarsi con la natura? 
Ma fare case per paguri, non è un’attività semplice ne immediata.

Ed ecco, quindi, che mi trovo a parlarvi di :

                    
                Le casette essenziali: Robert DuGrenier

Robert DuGrenier soffia il vetro da oltre 30 anni e
il suo lavoro è stato esposto in tutto il mondo.
Ha creato sculture in vetro per terrari, vere composizioni artistiche nelle quali possono vivere anche 50 paguri e anche alveari.

Robert imita la forma interna del guscio del paguro con cristallo soffiato a mano,  seguendo le sue formazioni a spirale che accolgono i contorni del suo corpo,
avendo cura di creare una struttura bio compatibile al granchio.

Ma all'esterno Robert, esprime la sua creatività fondendo il cristallo con oro a 24 carati, argento o bronzo.

Dalla biotecnica e dalla tecnica artistica nascono, cosi', singole opere d'arte.



Guardate questo piccolino come si adatta alla sua nuova casa.
Sicuramente, come Harry, ha da insegnarci qualcosa...



Il granchio abiterà la sua casa di cristallo fino a che non diventerà troppo grande e dovrà trovarne un'altra e
la casualità del luogo di  abbandono delle conchiglie creerà
una spontanea struttura artistica.

http://www.dugrenier.com/dugrenier/glassshell.html



                   Le casette monumentali : Aki Inomata

Aki Inomata, giovane designer e artista giapponese, ha pensato di regalare a questi curiosi animali dei gusci d'autore: strutture cave di plastica, a spirale, realizzate con una stampante 3D, che raffigurano famosi skyline o altri edifici tipici.

L’artista tokyoita, ha selezionato le architetture più famose al mondo e le ha riprodotte sotto forma di conchiglie.


 

I crostacei,  proprio come fanno nel loro ambiente naturale, scelgono la "casa" che gli piace di più e che gli si adatta meglio:
lo scopo dell'artista è quello di permettere ai paguri di viaggiare in giro per il mondo, “trasferendosi” da una città all’altra.


L’idea, secondo quanto riportato sul suo sito, ha origine nel 2009, in occasione del trasferimento dell’ambasciata francese da un quartiere all’altro di Tokyo, un progetto che richiese la demolizione di alcuni vecchi edifici. Per la cultura giapponese, gli spostamenti di un’istituzione, anticamente, erano percepiti come una grave necessità, da accompagnarsi a tutta una serie di complessi rituali onde evitare una ribellione dei kami, gli eterni spiriti del cielo e della terra.



Tra gli inquilini, ci sono le creature decapodi della famiglia paguroidea latreille, tra cui l’illustre granchio eremita, un bel granchiotto di terra, venduto comunemente negli Stati Uniti come animale domestico.

 


 
 
 Aki, per assicurarsi un risultato migliore, si è avvalsa anche del supporto di una macchina per la tomografia assiale. Ha effettuato la scansione a raggi X di un guscio usato da un suo beniamino, dopo che questi l’aveva abbandonato.


Quindi, realizzando i suoi progetti al computer, li ha messi in opera grazie ad un sistema di stampa tridimensionale.

Il prodotto finito è stato infine depositato nell’habitat dei paguri, (il granchio eremita, nonostante il suo nome, generalmente vive in colonie di 100 e più individui)
insieme ad altre soluzioni abitative più consuete, senza voler togliere ai soggetti il privilegio della scelta.


Non è noto se l’aspetto di un guscio abbia effetti sullo status sociale dell’indossatore, però è indubbia l’esistenza di un certo grado di competizione, fra i diversi esemplari, per l’accaparramento di quelli considerati superiori.

Gli esponenti di una particolare specie, i coenobita brevimanus, possono vivere fino a 70 anni: un tempo più che sufficiente a crearsi una propria coscienza estetica.




Guarda caso, le case scolpite con tanta cura dalla signora dei paguri, una volta nell’acquario sono andate letteralmente a ruba. 

L’impiego di un materiale trasparente, oltre che stilisticamente appropriato, permette un’apprezzamento a 360 gradi dell’occupante, trasformato nella parte fondamentale di un’opera d’arte.

L’aspetto esteriore, per animali come questi, ha pur sempre la sua importanza.
 





http://www.glassshell.com/Site_3/About_Artist.html

http://www.jacoporanieri.com/blog/?p=8906

http://www.focus.it/cultura/arte/una-casa-3d-per-il-granchio-eremita

Salutandovi,
voglio ringraziare mio figlio Giovanni, giovane mente, che mi fa' scoprire cose belle come questa.
   





domenica 19 marzo 2017

Le Picasso beads, intriganti sconosciute.


Ciao a tutti,



se nel vostro ricercare perle di vetro vi siete imbattuti in strane forme e colori variegati, patinate qua e là, quasi sicuramente avete scoperto le perle Picasso.




Cosa sono ?

Sono perle di vetro molto particolari, a volte di forma irregolare, (quasi come fossero difettose...).

Una specie di scherzo o casualità di produzione (ci scommetterei che sono nate cosi'...) e
sono nate in Austria prima del 1940.



 
Sono tutto meno che perle di vetro classiche, la loro forma e i loro colori non sono uniformi.
Neanche la loro consistenza e nemmeno la loro finitura e io le adoro proprio perchè sono originali e anticonvenzionali.

Provate ad aggiungerne qualcuna ad una vostra creazione...




Queste perle sono realizzate in piccole quantità a mano con vetro fuso pressato nella forma desiderata,

poi sfaccettato e sottoposto a calore elevato per un breve periodo di tempo per sciogliere solo lo strato esterno affinché risultino lisce o lucidate in alcune loro parti o su tutta la superficie, a seconda del tipo.

Poi sono sottoposte (spruzzate) a vari gas, riscaldati dai metalli per ottenerne la patinatura (rivestimento).
Il risultato è che le perline sembrano dipinte a mano.




In alcuni tipi,  la finitura aggiunge elementi di marrone o verde alle parti  in modo irregolare, l'aspetto appare "terroso", a causa degli schizzi casuali e delle chiazze di colori di solito applicate su una base opaca.

In questo tipo di Picasso, il colore può variare dal giallo chiaro al marrone scuro con variazioni di colore sottostante.



Alcuni colori di perline di base, come il beige opaco, blu o bianco permettono alla finitura
di assumere l'aspetto della ceramica Raku.




La finitura Picasso con  smalto a fuoco, ha un effetto divertente che a prima vista, a volte le fa somigliare a gemme naturali.





Sono molto robuste e rustiche per essere un prodotto cosi' bello.



 
Mi piace l'aspetto che hanno, la loro sottile eleganza, e il modo in cui a volte, i colori splendidi, sembrano ancora più vivaci sotto la patinatura.











Non sappiamo il perché del loro nome e  
quelle che noi troviamo oggi in commercio, sono cecoslovacche.
Non mi è mai capitato di trovarne austriache, forse perché non ne vengono piu' prodotte ?

http://www.artbeads.com/czech-glass-fire-polished-beads-

https://www.purebeads.com/Other/bead-types-old.htm

picasso.htmlhttp://www.rosaryworkshop.com/HISTORYpicassobeads.html




Buona festa del papa'.


domenica 5 marzo 2017

Maglione Sailing

Ciao a tutti ,
oggi vi mostro l'ultimo mio lavoro a maglia che ho fatto per mia figlia.

Questa volta ho scelto un modello di Drops design  col quale ho realizzato anche il poncho e un'altra maglia.


A tre fili di Alpaca, Mohair e seta, lavorati con ferri 5 e 6, è stato un lavoro veloce per la realizzazione, un po' meno per la messa a misura.

Su questo sito, norvegese tra l'altro,  faccio scegliere ai miei figli, il modello che preferiscono tra quelli che gli propongo, cercando di realizzare qualcosa di un pochino piu' difficile di volta in volta,
poi acquisto la lana in un uno dei suoi negozi italiani.

 Ecco il modello :


 
ed ecco la maglia indossata.





 
 
Adesso capirete perché ho avuto delle difficoltà ad adattare il modello alle forme di mia
figlia...
 
Un po' per quello e un po' perché, probabilmente, nella traduzione delle spiegazioni qualcosa viene frainteso.

Ma io non mi scoraggio, faccio e disfo, finchè non sono soddisfatta.

Buona domenica. : )



 
 
 
 
 
 
 

 

domenica 12 febbraio 2017

Druse naturali e Druse artificiali.



Ciao a tutti,
oggi vorrei parlarvi di quelle strane pietre "zuccherine" di cui sono fatti
molti pendenti, anelli e orecchini di ultima generazione:
 le Druse.
Forse le conosciamo meglio come Druzy.

Questa è una Drusa naturale:
quarzo citrino
Accattivante, vero ?
In natura, le druse, sono l'aggregazione di cristalli impiantati per un'estremità su una roccia e liberi di accrescersi all'estremità opposta.
 
Queste, invece, sono druse artificiali con cui ho costruito i miei orecchini.




Negli ultimi mesi queste "piastrine" dall'apparenza ghiacciata
e cangianti, sono diventate molto popolari
proprio per la loro varietà di forma e colore e per il loro prezzo.



 
 
 
Le Druse naturali, si formano lentamente nel corso di milioni di anni e appaiono come l'ultimo strato di crescita di cristalli su un'Agata o su un'altra base.
 
Sono veramente affascinanti e bellissime, ne ho scelte alcune da farvi vedere:
 
Ametista

Possono essere costituite da quarzo e da ogni tipo di minerale che si trova in questa tipica forma "a piastra", come il Granato, la Calcite, la Dolomite e la Malachite.
 

Quarzo citrino
Essendo costituite da molti piccoli cristalli, hanno un aspetto vellutato e morbido al tempo stesso.


Anche le Druse naturali, non sono costose come le pietre sfaccettate
(dipende dal colore e dalla dimensione delle pietre),
e hanno vivacità e colore e possono essere tagliate in varie forme con facilità.

Sono molto belle e appariscenti e


Fluorite
questo le rende ideali per la creazioni di gioielli e



Cristallo di rocca
se all'apparenza sembrano delicate, in realtà un gioiello creato con le druse è piuttosto resistente. 
Ce ne sono di varie misure e i colori piu' comuni sono: 
il bianco, il giallo, il marrone, il rosso e l'arancione.


I minerali  che si presentano piu' frequentemente sotto forma di druse sono la pirite, il quarzo, l'ortoclasio e la fluorite.


Estrarre una drusa non è  particolarmente complicato ma va fatto
con molta attenzione in quanto non si scheggia ma puo' danneggiarsi facilmente.





 



Nel caso del più comune quarzo, che si trova agli ultimi stadi della crescita all'interno di un Geode di Agata,  i pezzi sono tagliati fuori dal nucleo.




Esempi bellissimi di Druse sono la Chrysocolla blu' del Perù o la Calcite rosa brillante,del Congo.


Chrysocolla blu' del Perù
 
Calcite rosa brillante del Congo.
 
La maggior parte del quarzo commerciale Druzy viene dal Brasile.

http://whatisdruzy.com/what-is-druzy/

 
Sia quelle naturali, che le naturali trattate, che le nuovissime artificiali, sono ideali per creare dei gioielli.
 


Wulfenite, la mia preferita


Le druse di Agata, per esempio, sono facili da colorare e si possono raggiungere tante diverse sfumature di colore.

A volte, invece, i cristalli vengono rivestiti con una pellicola di oro, di platino, d'argento, o di titanio.

Quando la drusa è ricoperta da titanio, raggiunge colori come il cobalto, il viola, o i colori

dell'arcobaleno.




E' una pietra che mi diverte e che si lavora con facilità, il  colore naturale o trattato, la rendono adatta a creare qualcosa di insolito e vivace.

Spero di non avervi annoiato troppo : ) . 




















domenica 15 gennaio 2017

Gregory Colbert


Ciao a tutti.

Ci voleva un grande come Gregory Colbert a ridarmi lo sprint per scrivere un nuovo post.

Colbert l'ho conosciuto in rete (sia benedetta) ed ho amato subito le sue foto.

Le ho sentite mie, ho sentito che nessuno come lui aveva rappresentato il mio sogno, il mio

desiderio e la mia filosofia di vita: recuperare (o scoprire) l'armonia con il creato,

comprendere il profondo legame tra creature di specie diverse per capire la vita e

raggiungere la felicità.




         E' vitale capire che tra gli elementi di questo unicum meraviglioso è un dare e  un            
                                                                                ricevere.   




                                                 Non c'è minaccia in queste immagini
                                                                     né presunzione






                                                                           
                                                                   ma sensibilità poetica


                                                                              

                                                                               ascolto



                                                       
                                                         e abbandono gli uni negli altri.



                                                  


Colbert
è nato a Toronto, in Canada, nel 1960.
Ha iniziato la sua carriera a Parigi nel 1983, realizzando documentari su temi sociali.




La sua prima mostra, Timewaves, del 1992 presso il Museo di Elysée in Svizzera, gli frutta un largo successo di critica.
Per i successivi dieci anni, Colbert non ha pubblicamente condiviso la sua arte o mostrato alcunchè.
Invece, ha viaggiato in luoghi come India, Birmania, Sri Lanka, Egitto, Dominica, Etiopia, Kenya, Tonga, Namibia, e in Antartide per filmare e fotografare le interazioni tra gli esseri umani e animali.
Dal 1992, ha fatto spedizioni in ogni continente e ha fotografato  oltre 150 specie di animali:

elefanti, balene, lamantini, ibis sacri, gru Antigone, aquile reali, falchi Gyr, buceri rinoceronti, leopardi, ghepardi, licaoni, i Caracals, babbuini, antilopi, suricati, gibboni, orangutan, pinguini, panda, e coccodrilli d’acqua salata.


I soggetti umani sono monaci birmani, boscimani, Tsaatan allevatori di renne, i Masai, Lissu, karen collo lungo , Mong, e le tribù Chong e persone di altre tribù indigene in tutto il mondo.

Persone che hanno un rapporto naturale con le creature e la terra.


https://sandroesposito.wordpress.com/2012/06/30/gli-elefanti-che-volano-gregory-colbert/

Film-maker e fotografo meglio conosciuto come il creatore di Ashes and Snow, una mostra di opere d'arte fotografiche e film ospitati nel Museo nomade, Colbert vede se stesso come apprendista alla natura.
Le sue opere sono collaborazioni tra gli esseri umani e le altre specie che esprimono la sensibilità poetica e l'immaginazione di umani e animali.
Le sue immagini offrono una visione inclusiva non gerarchica del mondo naturale, quella che raffigura un interdipendenza e la simmetria tra l'umanità e il resto della vita.


'"Vorrei definire quello che faccio come narrazione ... ciò che è interessante è quello di avere un'espressione in un'orchestra e io sono solo un musicista nell'orchestra.
Purtroppo, come specie abbiamo girato le spalle all'orchestra. Sono tutto di aprire l'orchestra, non solo per gli altri esseri umani, ma ad altre specie"

~ Gregory Colbert

https://gregorycolbert.com/


Buona giornata.



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