lunedì 31 marzo 2014

Una scoperta, una gioia e un rifugio.



Da " La chiesa della solitudine" di Grazia Deledda.

Concezione viene dimessa dall'ospedale del paese e dopo un breve cammino si trova davanti a casa:


"Insolita era anche l'abitazione davanti alla quale ella si fermò, nella biforcazione dove la strada

proseguiva, da una parte inerpicandosi sulla china del monte, e dall'altra scendendo nella valle a sinistra.

Era una chiesetta, con la facciata che appunto guardava verso questa valle; circondata davanti

e a un lato da uno spiazzo rinforzato da un muricciuolo assiepato che chiudeva una specie di orto,

con alberi da frutta; un cancelletto di legno vi si apriva, e un piccolo sentiero conduceva alla parte

orientale della chiesetta, adibita ad abitazione.

Solo due finestruole munite d'inferriata si aprivano sul muro della vecchia costruzione, dove la

strada svoltava sotto lo spiazzo: il tetto di tegole nere,
incrostate di musco e di erbe parassite, copriva egualmente la chiesetta e l'abitazione;

e due segni, due simboli, vi si guardavano, da uno spigolo all'altro, sopra le due valli del promontorio: si guardavano come fratelli che, pure lontani, separati

da tutto un mondo, si ricordano con tenerezza, e son pur figli della stessa madre: quello in

cima alla facciata, sopra un piccolo arco dal quale pendeva la campana, era una croce; l'altro, dalla

parte dell'orto, e quasi sopra la porticina dell'abitazione, era un comignolo: e ne usciva una bandiera di fumo che rallegro' il cuore di Concezione.

Ella si fece il segno della croce, prima di spingere il
cancelletto, e si pulì i piedi sull'erba quasi volendo lasciar fuori la polvere e il ricordo dei brutti
luoghi e dei tristi giorni attraversati:
e sincera fu la sua gioia quando sulla porticina della casa apparve la figura della madre.





La Chiesa della Solitudine in provincia di Nuoro.
 
 
A un certo punto del mio percorso di lettrice,
ho sentito l'esigenza di iniziare a conoscere i lavori degli scrittori italiani premi Nobel.
 
Ho scelto "L'Edera" di Grazia Deledda per iniziare perché mi era tornato in mente lo sceneggiato TV che ne era stato tratto e che avevo visto da piccola e mi aveva lasciato un sapore in bocca un po' oscuro ma interessante.
 
In un primo momento è stato un po' difficile entrare nel tipo di scrittura ma mi sono ritrovata subito in quei sentimenti;
poi mi sono innamorata dei paesaggi descritti e di quelle figure di persone pulite.
 
E in quella povertà e semplicità di vita, in quel rapporto con la terra, con le montagne,
mi sono ritrovata.
 
E' stata una scoperta e leggo quei racconti come se li ascoltassi da un vecchio,
in essi mi rifugio e mi ricreo come quando si cammina in montagna o si sente un profumo antico e buono come quello del pane appena cotto.
 
Quel modo di vivere la fede, rasserena e schiarisce gli intenti e i
pensieri di quei personaggi della Deledda che non sono semplici e che di conseguenza
non vivono con semplicità. 
 
Egualmente mi sento che ho bisogno di essere riportata alla mia terra dai miei
"viaggi intorno al mondo".
 
Buona giornata.
 
 
 
 
 

2 commenti:

  1. grazie per aver condiviso questi bei pensieri ;)

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  2. Grazie a te per essere passata di qui.<3
    E' bello condividere......
    Ti abbraccio.
    Buona giornata.

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