domenica 7 aprile 2013

Torii: porte sul cielo


Ciao a tutte,
forse vi sarà capitato di vedere una struttura come questa,
di colore rosso, in qualche documentario o immagine sul Giappone,
oppure in un disegno.
 
Una di quelle cose che ci capita di vedere piu' volte senza soffermarsi a cercare il loro significato.
A me è capitato finché non ho visto dei componenti uguali che mi sono piaciuti e con i quali ho costruito gli orecchini del precedente post....
 


Ebbene, si tratta di Torii, il tradizionale portale d'accesso giapponese che porta ad un jinjia (santuario shintoista) o, più semplicemente, ad un'area sacra, ad un cimitero.


Itsukushma

 
 
Tsurugaoka Hchimangu



La sua struttura elementare è formata da due colonne di supporto verticali e un palo orizzontale sulla cima e frequentemente viene dipinto in colore vermiglio. Ce ne sono di vari stili ( vedi QUI )
 
Tradizionalmente sono fatti di pietra o legno, ma in tempi recenti i costruttori hanno iniziato ad usare anche l'acciaio o il cemento armato.

 
Le credenze popolari tendono ad identificarlo semplicemente come un simbolo di fortuna e prosperità. Per questo è costume che una persona che ha ottenuto successo negli affari doni un torii come segno di gratitudine agli dèi.
 
 

Suzuki

 La loro costante presenza nello shintoismo è dovuta al fatto che il passaggio sotto di esso è considerato una prima forma di purificazione,
passo necessario per poter pregare i kami (gli spiriti) ospitati nel tempio, poi completata con le abluzioni rituali nelle immediate vicinanze del santuario.
 
C'è mistero sulla loro origine e sulla loro funzione.

Sulla loro provenienza esistono varie ipotesi: quella principale li fa risalire alle porte, chiamati Torana, esistenti in India e usati nei templi induisti.
I Torana sarebbero stati poi adottati dal buddismo che l'avrebbe portato quindi in Giappone.

Altri studiosi, invece, propendono per una origine coreana o cinese. Comunque, in ogni caso, sembra che i Torii non siano un elemento autoctono, ma il loro utilizzo sarebbe stato portato nel Paese dall'esterno, in un periodo molto antico.

Anche sull'origine del nome, non c'è chiarezza; molti collegano il nome Torii al vocabolo giapponese "Tori" (uccello) e quindi, in origine,

il Torii sarebbe stato un enorme trespolo per gli uccelli che, secondo lo scintoismo, sono messaggeri degli dei.



Altra ipotesi lo fa derivare dal termine nipponico "tori-iru" (entrare).

Generalmente i torii si trovano a gruppi di tre, ma fuori dai templi o dai luoghi di culto non manca mai.
 
Il numero è tuttavia variabile.  

Ad esempio, i santuari dedicati al dio Inari possiedono tipicamente molti torii, mentre il santuario di Fushimi Inari-taisha a Kyoto possiede addirittura migliaia di torii. che, messi uno dietro l'altro, formano un tunnel che il pellegrino deve attraversare, purificandosi, per raggiungere la parte più sacra del tempio.
 
 

Santuario di Fushimi Inari
 
Altro Torii famoso, e usato spesso per attirare turisti in Giappone, è la porta che è posta davanti al tempio scintoista di Itsukushma posto sull'isola di Miyajima.
Il Torii, notevole anche dal punto di vista visivo, è posto in modo tale da essere circondato dal mare in occasione dell'alta marea facendolo sembrare sospeso sull'acqua.
 
 
Itsukushma
 
Queste particolari strutture, non si trovano solo davanti a templi, ma indicano anche l'accesso alle tombe imperiali come quella davanti alla tomba dell'Imperatore Showa (Hirohito).



Non possiamo poi non citare il grande Torii presente sulla strada che porta al santuario dedicato all'Imperatore Meiji a Tokyo.




http://it.wikipedia.org/wiki/Torii

http://www.tuttogiappone.net/luoghi/Torii.php




Consiglio di dare un'occhiata anche a:

http://mistfansub.forumfree.it/?t=59275877&st=30



Sacerdotesse Shinto
 
 Benedetta curiosità....
 

Quanto ancora mi stupisco nello scoprire la 
spiritualità della gente del mondo nelle sue molteplici espressioni.......
che confermano la nostra unicità come esseri umani e la nostra diversità
come razze, etnie e storie.
 
Ma alla fine la nostra natura ci induce nella costruzione di un'unica felicità, di un unico bello e di un'unica giustizia.
 
     

       "Sii caritatevole con tutti gli esseri: l'amore è la prima caratteristica del divino. »
                
                                                                                                             Principio shintoista
 
 
 

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