venerdì 25 gennaio 2013

I Giorni della Merla e Vin Brulè



Ciao a tutte,
siamo vicini ai "Giorni della merla" (29, 30 e 31 gennaio) che dovrebbero essere i giorni piu' freddi dell'anno

foto di Andrea Allasio

e a proposito mi sembra cosa carina e soprattutto utile, postare la ricetta del Vin brulè (anche perchè è da tanto che vorrei provare a farlo....)

Vin brulé significa vino bruciato, è una deliziosa e aromatica bevanda, che va servita calda;
preparata con vino rosso corposo, spezie, agrumi e zucchero, è corroborante, riscaldante e disinfettante, per questo viene adottata come cura contro il raffreddore, ed è molto usata nelle zone montane, dove il freddo è più accentuato.

La ricetta l'ho copiata dal sito di Giallo zafferano, il mio ricettario preferito.

Ingredienti per 4 persone :

Vino rosso corposo 1 litro, (ho sempre pensato servisse il vino bianco)
Cannella - 2 stecche,
Zucchero - 200 grammi,
Chiodi di garofano - 8,
Limoni - 1 non trattato,
arance - 1 non trattata,
noce moscata - 1/2 grattugiata al momento.


Preparazione
Vin brule (Mulled wine)
Per preparare il vin brulè preparate tutte le spezie che vi serviranno per la preparazione, quindi tagliate sottilmente la scorza del limone e dell’arancia, senza prendere anche la parte bianca, che renderebbe amara la preparazione (2). In un tegame di acciaio dai bordi non troppo alti, versate lo zucchero (3),

Vin brule (Mulled wine)
unite la scorza degli agrumi, le spezie (4-5) e in ultimo versate il vino rosso corposo (6).

Vin brule (Mulled wine)
Ponete la pentola sul fuoco e portate lentamente a ebollizione: fate bollire a fuoco basso per 5 minuti mescolando fino al completo scioglimento dello zucchero (7); a questo punto avvicinate una fiamma alla superficie del vino, facendo molta attenzione a non scottarvi: l’alcol contenuto nel vino prenderà fuoco, e voi dovete lasciarlo fiammeggiare fino al completo spegnimento (8).
Quando il fuoco si sarà spento, filtrate il vin brulè con un colino a maglie fittissime e servitelo fumante. Buon vin brulè a tutti!
Consiglio
Per servire il vin brulè, è consigliabile usare boccali o tazze di ceramica, o di vetro temprato, perchè il vetro di un normale bicchiere potrebbe non reggere all’eccessivo calore e incrinarsi o addirittura spaccarsi immediatamente.

Inoltre, per bollire il vin brulè, non è consigliabile usare pentole antiaderenti.


Se preferite potete guardavi il filmato.

dal blog di Ez

Auguro a tutte voi
giornate si' fredde
ma con il sole.

P.S.: a proposito, la polenta la sapete cucinare ?

5 commenti:

  1. Uh che bella ricettina! Se è disinfettante e corroborante... dovrei bermene un litro: a distanza di un mese mi sono di nuovo ammalata di schifezze :-). La polenta? Beh, non la faccio spesso (praticamanete mai), ma da brava friulana posso dire di avercela ben presente... Qui da me si fa bella soda (tipo torta - detta dal mio bisnonno "torta di mais"), gialla o, più tradizionalmente, bianca. La tradizione vuole che si rovesci sul tagliere rotondo e la si tagli a tocchi con lo spago. Ti lascio anche una ricetta semplice, particolare e, forse, poco nota: un bel pezzo di polenta calda in una tazza di latte caldo, consiglio di provarla! PS Angela, sono stra-preoccupata: il pacchettino ha retto? E' giunto?

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  2. Buongiorno carissima,grazie per la tua visita !
    Appena sono arrivati gli orecchini ti ho subito scritto.
    Forse ti ho mandato un messaggio da FB e allora, puo' darsi non ti sia arrivato.
    Mi dispiace che tu ti sia preoccupata,
    comunque tutto bene.
    La polenta anche da noi si fà consistente come da voi, credo, pero', che la nostra farina gialla sia piu'fine.
    Anche da noi si tagliava con un filo sottile e si poteva mangiare inzuppata in un bicchiere di latte o nell'olio d'oliva nostrano e parmigiano grattugiato.
    Forse pero' in Friuli non conoscete "la salacca".
    In tempi di fame durante e dopo guerra e veramente qui' in versilia si moriva di fame,
    con la polenta si mangiava l'aroma di salacca.
    Una aringa (forse affumicata) veniva appesa in alto in mezzo al tavolo e ognuno ci strusciava la propria fetta di polenta per darle un po' di sapore in piu'.
    Poi ci sono i "Manifregoli" polenta piu' tenera impiattata e condita con sugo di carne o di funghi.
    Molto buoni.
    E la polenta fritta ?
    Buona giornata.

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    Risposte
    1. Ciao Angela! Ops... non sono iscritta a FB per cui non mi era arrivato il messaggio, grazie mille, sono più tranquilla. Ti confermo che da noi la farin è grossa, in genere gialla o, quella più antica (perchè c'era prima del mais) di grano saraceno. L'aringa appesa al filo... eh sì, anche qua la fame era tanta... Solo cambia il nome: la "renga". Fuor di miseria, il classico in assoluto è polenta e frico (croccante o morbido, di solo formaggio o con patate); al secondo posto come classico/tradizionale ci metterei polenta e salame nell'aceto. Insomma, cosine leggere leggere... Fritta, sì, so della sua esistenza e che si usa, ma pensa te: non l'ho mai assaggiata, giuro! Ma quanto è buono il cibo... solo a parlarne mi riempie di gioia :-) Ciao Angela, buon fine settimana!

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    2. Il frico' si fà anche da noi.
      Mai assaggiata la polenta sulla griglia ?
      Ciao e buona giornata.

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  3. Uh, sì, buona! E alla romana, sulla spianatoia con sugo e pecorino? ...mi sa che non la smetteremmo più qua a colpi di gola :-)

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